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Chiara Faggiolani

Sapienza Università di Roma

(con Maurizio Vivarelli)
Leggere in rete. La lettura in biblioteca al tempo dei big data



Le trasformazioni in atto del libro e della lettura stanno determinando, come è evidente, effetti significativi nelle modalità di organizzazione dei servizi delle diverse tipologie di biblioteche, in particolare delle biblioteche pubbliche. Ciò rende necessaria una attenta valutazione delle conoscenze e delle competenze complessive di cui il bibliotecario deve avvalersi per qualificarsi come attore consapevole di questa specifica ecologia informativa. Con questo intervento vengono effettuate considerazioni relative a due ambiti.
Il primo riguarda le problematiche che investono la gestione dei servizi di lettura in biblioteca, tuttora marginali ed opachi rispetto alle caratteristiche attuali ed evolutive del campo disciplinare della biblioteconomia, nella sua dimensione teorica, tecnologica, applicativa, deontologica. Di quali strumenti, dunque, un bibliotecario criticamente e professionalmente consapevole può avvalersi, per gestire organicamente una pratica, la lettura, di per sé elusiva, ed in più sollecitata da cambiamenti in atto ancora molto difficile da interpretare? E, questione ancora più delicata e complessa, come è possibile tipizzare, analizzare, discutere, valutare le pratiche emergenti di social reading, e le loro relazioni con la cultura biblioteconomica?
Un tentativo, certamente iniziale, di risposta a questo quesito viene fornita nel secondo ambito preso in esame, con il quale vengono proposti i primi esiti di un progetto, "Leggere in rete", il cui obiettivo è contribuire in modo innovativo agli studi sulla lettura indagando le motivazioni soggiacenti, le modalità e i tempi, la socialità, infine, il significato – presumibilmente nuovo – che oggi viene attribuito a questa pratica. Le tracce che lasciamo in rete leggendo, commentando, scrivendo recensioni etc. sono potenti fonti informative.
Le ricerche in questo ambito ad oggi si sono concentrate essenzialmente sugli aspetti quantitativi dei comportamenti e delle scelte dei lettori: sappiamo come segmentarli, in base a quali variabili, sappiamo quanti libri leggono, quali generi amano, quale è il canale che preferiscono, quanto spendono. Indagando tra le pieghe della statistica ufficiale non è però facile intercettare il cambiamento delle pratiche di lettura alla luce delle trasformazioni soprattutto tecnologiche in corso. Il tentativo del progetto "Leggere in rete" è proprio questo: provare a formulare qualche nuova domanda sulla lettura, a partire dalle possibilità offerte da quello scenario tecnologico e prima ancora conoscitivo in rapidissima evoluzione che va sotto il nome di big data. In questo framework si inseriscono le pratiche del social reading che, nel progetto, rappresentano la fonte dei dati, che verranno acquisiti ed studiati attraverso la sperimentazione di tecniche di data mining e social network analysis, in particolare attraverso l'analisi delle interazioni presenti all'interno della piattaforma di social reading Aureoo.
L'obiettivo di questo contributo consiste dunque nel mostrare la necessità di ampliare il quadro delle conoscenze connesse alle modalità secondo cui la lettura si sta riconfigurando in ambiente digitale, individuando una serie di nodi, teorici, metodologici, professionali certamente problematici, ma sicuramente di grande interesse per le biblioteche ed i bibliotecari del presente e del futuro.
 

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