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Riccardo Ridi

Università Ca' Foscari di Venezia
Prima e dopo la rete. Le biblioteche, i bibliotecari e l'organizzazione ipertestuale della conoscenza



Nella prima metà degli anni 90 c'era chi si aspettava grandi cose dall'organizzazione ipertestuale della conoscenza e chi addirittura pensava che il modello concettuale dell'ipertesto potesse aiutare a capire meglio le biblioteche e a svilupparne in modo più efficace i servizi. Due decenni dopo, paradossalmente, si parla molto meno di ipertesti, anche se (o proprio perché) nel frattempo un ipertesto chiamato web ha rivoluzionato le nostre vite e costituisce la spina dorsale dell'informazione, della comunicazione e della conoscenza contemporanea (nonostante la controffensiva di tecnologie anti-ipertestuali come le app e i social networks). Oggi ha ancora senso paragonare le biblioteche a ipertesti? E, più in generale, le promesse dell'ipertestualità sono state mantenute? In ogni caso le competenze e i percorsi formativi dei bibliotecari del futuro non potranno prescindere da capacità sempre più sofisticate di creare e sfruttare legami ipertestuali fra informazioni e documenti.
 

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