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Simona Turbanti

Dottoranda in Scienze librarie e documentarie, Sapienza Università di Roma
Il "magnifico mondo" di Google scholar: luci e ombre di una risorsa multidisciplinare



Google scholar, il ramo del celebre motore di ricerca dedicato ai risultati della produzione scientifica accessibile gratuitamente in rete, è stato lanciato dodici anni fa e, da quel momento, si è affiancato ai due principali database citazionali. Come noto, rispetto agli strumenti di Thomson Reuters e Elsevier non presenta limiti nel tipo di fonti consultate, né nella loro quantità e qualità; viene indicizzata, infatti, una vasta letteratura scientifica online, in costante crescita, di cui sono ignoti i dettagli circa la copertura e le fonti dell'analisi citazionale.
Nonostante siano indispensabili un'attenta analisi e una minuziosa pulizia dei dati raccolti, Scholar rappresenta un mare in cui - oggi e sempre più in futuro - bibliotecari, studiosi, editori e gestori dell'informazione non possono non "pescare" per avere un quadro più esaustivo possibile della produzione scientifica di tutti i settori.
In questa prospettiva diventa quindi importante cercare di individuare i percorsi e i mezzi maggiormente efficaci che possano condurre "sulle spalle dei giganti".
 

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