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Maria Stella Rasetti

Biblioteca San Giorgio di Pistoia
Soft skills: le nuove competenze sociali del bibliotecario nell'era digitale



Le Soft Skills, di cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità parla fin dagli Anni Novanta, sono per loro definizione a-tecniche: in quanto applicabili ad ogni ambito della vita dell'individuo, sono utili tanto ai bibliotecari quanto ai parrucchieri, ai baristi o ai venditori di lavatrici. Parlarne in un convegno di bibliotecari è dunque andare fuori tema? Sicuramente no, visto che proprio la piena e completa applicazione delle soft skills ad alcune dinamiche tipiche della biblioteca contemporanea può aiutare a mettere finalmente ordine nel mare magnum delle aspettative sul ruolo dei bibliotecari e a gestire con successo il compito strategico di connessione e integrazione tra competenze diverse, che i bibliotecari non possono né debbono acquisire tutte in proprio.
L'intervento si spinge fino a proporre di far uscire in via definitiva i talenti sociali (che le soft skills attivano) dall'alveo privatistico del temperamento individuale, per farne una vera e propria materia di apprendimento professionale. All'epoca della riduzione delle risorse economiche e umane, i bibliotecari possono fare la differenza tra la semplice sopravvivenza e la piena floridezza dei propri istituti proprio potenziando in misura esponenziale i propri talenti sociali.
 

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