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Claudia Giussani

CSBNO

(con Riccardo Demicelis)
La formazione dei cittadini, compito strategico di una rete bibliotecaria



L'obiettivo della formazione è inscritto nella mission stessa della biblioteca pubblica sia sotto l'aspetto dell'apprendimento permanente, sia sotto quello dell'accesso a nuove possibilità di creatività e sviluppo della persona, come indicato dal Manifesto IFLA/Unesco del 1994.
Dal primo punto di vista, in particolare, l'organizzazione della formazione permanente permette alle biblioteche di rimanere rilevanti rispetto alle principali linee di sviluppo formulate dalle istituzioni nazionali e internazionali, come il Libro Bianco della Commissione Europea sul Futuro dell'Europa, secondo il quale "per sfruttare al meglio le nuove opportunità attenuandone nel contempo qualsiasi effetto negativo occorrerà investire massicciamente nelle competenze e ripensare i sistemi di istruzione e di apprendimento permanente".
Inoltre, l'apprendimento permanente e l'offerta di occasioni di creatività e sviluppo della persona rientrano a pieno titolo nel modello sempre più diffuso e comunemente accettato delle biblioteche come community hub, "spazi ibridi" e versatili al servizio della comunità.
Affrontata dal punto di vista organizzativo e gestionale, però, l'attività di offrire formazione ai cittadini risulta straordinariamente articolata e complessa, tale da risultare difficilmente sostenibile perfino per biblioteche particolarmente strutturate e dotate di risorse. La sfida, in sostanza, è quella di affrontare la produzione di un servizio su scala industriale, secondo una logica che coniughi la qualità e il contenimento della dimensione dei costi.
Sempre più spesso i Comuni delegano queste attività ad associazioni del territorio o a singoli professionisti, limitandosi ad effettuare un coordinamento soprattutto a livello della comunicazione. In tal modo le biblioteche perdono l'occasione di esercitare direttamente quella che è una loro funzione fondamentale.
L'esperienza maturata dal CSBNO negli ultimi dieci anni dimostra che una rete può fare propria tale mission e intervenire per mettere le biblioteche aderenti nelle condizioni di poter offrire questo servizio al pubblico, a prescindere dalle dimensioni e dalle risorse a loro disposizione.
Oltre a consentire alle biblioteche di restare in linea con l'agenda dei decisori e di proporsi con convinzione come hub di comunità, l'organizzazione della formazione a livello di rete consente, tra l'altro, di:
  • - mappare i bisogni formativi della popolazione e censire l'offerta formativa;
  • - razionalizzare i processi, riunendo in un solo soggetto attività, le quali, invece di essere replicate innumerevoli volte a costi elevati, vengono accorpate e ottimizzate;
  • - garantire la qualità e la programmazione di un'offerta completa e strutturata;
  • - creare e mantenere un catalogo, gestito attraverso un apposito strumento informatico, in grado di permettere la misurazione delle prestazioni, analogamente a quanto accade per i servizi legati alla circolazione dei materiali (pre-iscrizioni, iscrizioni, frequenza, ecc.);
  • - incrociare servizi e progettualità, con il beneficio di un potenziamento reciproco;
  • - creare i presupposti per lo sviluppo di progettualità innovative;
  • - garantire qualità a costi accettabili per tutta la popolazione, assicurando risorse a un settore non particolarmente sostenuto dalla fiscalità locale.
 

 
Partendo da una formazione filosofica (Laurea in Filosofia alla Statale di Milano e Dottorato in Filosofia alla Cattolica di Parigi), dopo una significativa esperienza nell'ambito della cooperazione internazionale in Africa, ho cominciato a lavorare in biblioteca seguendo un corso di biblioteconomia organizzato dalla Provincia di Milano (1996).
Coinvolta fin dall'inizio nei progetti del CSBNO, mi sono occupata di comunicazione, coordinamento acquisti, carta delle collezioni, gestione di reti bibliotecarie (Gallarate).
Parallelamente, ho sempre mantenuto un'attività di corsistica filosofica per gruppi di adulti.
Il lavoro in biblioteca mi permette di coniugare le mie tre grandi passioni: l'insegnamento, l'attenzione alla coesione sociale e la ricerca, nel dialogo, del bene comune.


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