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Paolo Ongaro

Gruppo META
Aprire, includere, condividere: la biblioteca è open. Il Modello Metafad



Le biblioteche del terzo millennio non sono più isole culturali bensì parte di un ecosistema più ampio la cui funzione non è solo preservare il patrimonio culturale, ma anche gestire e condividere la storia e la cultura dei luoghi e delle istituzioni cui esse fanno riferimento. Le biblioteche sono diventate "open", aperte, sia perché tese alla cooperazione ed all' interoperabilità con altri istituti, sia perché orientate a rendere disponibili ad utenti sempre più "social" e "web oriented" contenuti di natura diversa (dall'opera d'arte al libro, dal manoscritto al documento di archivio) in maniera inclusiva, coerente e condivisa. Per rispondere a questi obiettivi ed essere in linea con le costanti innovazioni richieste dalle nuove tecnologie, una biblioteca dovrebbe poter disporre di specifici strumenti. Strumenti per: catalogare e rendere fruibili le diverse tipologie di oggetti culturali che include (libri, opere d'arte, audio, ecc.); gestire dati e media; pubblicare open data.
Il Modello METAFAD è nato dietro la spinta del Polo digitale di Napoli costituito dalla Società napoletana di Storia patria, dall'Istituto italiano per gli Studi Storici, dal Pio Monte della Misericordia, dalla Fondazione Croce e dalla Cappella del Tesoro di San - in collaborazione con l'ICCU e l'ICAR, per contribuire alla realizzazione di questi obiettivi e rispondere ai bisogni di una biblioteca aperta. Aperta perché interoperabile e capace di gestire il patrimonio culturale compatibilmente agli standard richiesti; aperta perché in grado di presentare, in modo immediato e attuale, dati, immagini, media; aperta, perché rende disponibili e condivisibili, attraverso gli open data, le proprie risorse con un unico strumento in grado di accorciare la filiera, dalla acquisizione alla gestione fino alla sua pubblicazione. METAFAD mette in grado l'operatore di assolvere in maniera autonoma diversi compiti digitali e prevede una serie di funzionalità profondamente innovative tra cui: l'integrazione tra schede ICCD e schede SBN, la pubblicazione di open data, l'integrazione di schede archivistiche conformi agli standard ICAR e schede SBN, la possibilità di avere degli OPAC dinamici e configurabili, l'integrazione con il kit digitale open source MOVIO e M&W CMS per la fruizione dei dati.
Metafad non è solo un applicativo digitale. Rappresenta un nuovo modo di interpretare la tecnologia come uno strumento al servizio della cultura, un mezzo con cui rendere il patrimonio culturale, custodito nelle Biblioteche, sempre più accessibile e fruibile.
 

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